Uff. purtroppo come potete vedere dalla mia espressione l'esame non è andato benissimo. Avevo due libri da portare e uno è andato bene ma l'altro devo riportarlo a gennaio. Uffa!! Se ci penso non posso neanche lamentarmi più di tanto. Ho avuto poco tempo di studiare perchè ho dovuto lavorare molto e ultimamente sono stata colta da qualche crisi in più del solito, infatti mi sono decisa, per questo problema sarò costretta ad andare da un dottore e prendere qualcosa di forte almeno all'inizio. Queste crisi se curate nel modo giusto passeranno.
Nonostante tutto non ho smesso di cucinare e tantomeno di mangiare.
Ho fotografato tutti i piatti che volevo passarvi e che a me erano piaciuti tanto, semplici ma molto molto buoni; ve li presento:
POLENTA CON I FUNGHIsemplice semplice ma buona buonaE' antica storia che i Corinaldesi usassero fare la "polenta nel pozzo". La verità è che, in tempi ormai lontani, un contadino saliva la bellissima, quanto lunga, scalinata del paese con un sacco di farina di granoturco sulle spalle. Giunto alla fine dei 110 gradini, sfinito, appoggiò il sacco sul bordo del pozzo situato in quel punto per riprendere fiato. Per colmo di sfortuna il sacco si scucì e tutta la farina finì nell'acqua all'interno del pozzo stesso. La diceria che voleva far passare i Corinaldesi come "picchiatelli polentai" superò in breve i confini dell'intera regione. Da picchiatelli a geniali il passo è breve. La simpatica storiella ha dato lo spunto alla annuale rievocazione storica in costume che ha luogo una domenica di luglio tra fiumi di sincero Verdicchio e ghiotte specialità. Il tutto si conclude, tradizionalmente, con luminarie e canti. tratto da qui

Per il sughetto: far soffriggere un pochino di cipolla e aggiungere i funghi, un goccetto di vino bianco e poi un pò di passata di pomodoro. Ah!! dimenticavo!!! naturalmente per chi ne è amante un pò di peperoncino ci sta sempre bene.
Per la polenta: io generalmente faccio ad occhio perchè a me piace molto liquida, comunque metto a scaldare un pò di acqua con olio e sale, non arrivo a farla proprio bollire perchè poi quando metto giù la polenta se non si è molto bravi si rischia di formare grumi. Perciò quando vedo che inizia a fare bollicine piccoline piccoline metto giù la polenta. Anche qui la quantità a occhio. Giro, giro, giro, giro, giro, giro, giro e giro finchè il braccio non fa male e fino a quando non vedo la giusta consistenza

Quando ero piccolina la polenta si mangiava in famiglia in una grande tavola, tutti mangiavamo da li e avevamo la nostra parte; naturalmente si andava a fregare sempre dagli altri


